Galapagos da amare!
lunedì, maggio 11th, 2009Sono a Quito, capitale dell’Ecuador per uno scalo che mi portera’ tra un paio d’ore a Guayaquill e poi ancora scalo a Madrid… Infine Roma (Caput Mundi).
Sono ancora frastornata.. da poche ore ho lasciato le meravigliose isole Galapagos…
Solitamente quando guardo un documentario, mi lascio trasportare dalla magia delle immagini consapevole che cio’ che vedo, sia il riassunto delle cose piu’ belle e spettacolari del luogo di cui si parla. Non ho mai pensato che andando pochi giorni in un posto qualsiasi avrei potuto vedere tutto quello che si osserva in un bel documentario… o meglio ho imparato da piccola, dopo le prime esperienze che la televisione, i film e i documentari ci mostrano una realta’ spettacolarizzata.
Ecco, questa volta non e’ andata cosi’! Alle Galapagos c’e’ davvero tutto quello che si vede nei documentari e anche i rituali di corteggiamento di uccelli come i “Boobies dai piedi blu” possono avvenire a pochi centimetri da ogni turista (purche’ sia discreto nelle sue manifastazioni).
Ho nuotato con i leoni marini, e se si e’ cosi’ ragionevoli da non cercare di toccarli (potrebbero anche mordere), loro vengono vicino, si strofinano, ti annusano, fanno piroette e gareggiano per raggiungere la sponda opposta (ovviamente vincono).
Avete presente l’Albartros?Si, quell’animale che puo’ volare per giorni senza fermarsi perche’ riesce a dormire con un solo emisfero del cervello alla volta. Quel pennuto enorme il cui volo esprime potenza e liberta’ l’ho visto corteggiarsi con il proprio compagno/a a poco piu’ di un metro da me. Sono passata accanto ad una coppia che ripuliva il proprio nido dove si trovava un enorme uovo e ho scoperto che mantengono lo stesso partner per tutta la vita (che cosa romantica).
Ho passeggiato e nuotato tra le tartarughe giganti (tartarughe grandi almeno quanto me). Le ho viste nidificare sulla spiaggia. Ho osservato a pochi centimetri iguane di ogni tipo, colore e dimensione mentre dormivano beate al sole, mangiavano cactus o si tuffavano in acqua nuotando come pesci per nutrirsi di alghe.
Ho visto pesci incredibili tra cui il velenosisssimo pesce palla e ho potuto osservare a non piu’ di un paio di metri un poccolo gabbiano compiere il primo volo…con grosse difficolta’ (era buffissimo!).
Sono innumerevoli gli animali che in questo viaggio mi hanno regalato momenti di tenerezza, commozione ed esaltazione, nondimeno sono stata affascinata da paesaggi incredibili, lunari, privi di contaminazione umana.
A volte mi staccavo dal gruppo con cui viaggiavo, mi sedevo su una roccia in alto, sopra qualche scogliera e ascoltavo il mare. Poi accendevo l’IPOD e sceglievo la canzone che meglio si sposava con il paesaggio che avevo sotto gli occhi. Restavo li’, ferma a respirare profondamente per associare quel luogo a quella canzone e portare a casa un po’ di quella magia. Cosi’ quando saro’ a Roma, stressata per il traffico, per il lavoro e per le incomprensioni, accendero’ ancora una volta l’IPOD e ascoltando quelle stesse musiche potro’ ricordare ogni particolare di questi giorni di poesia.
Ora devo andare al Gate, il dovere mi richiama in patria, ma se volete farvi un regalo, quando avrete disponibilita’ di tempo e denaro (e´un viaggio costoso) andate a scoprire un luogo incantato dal nome Galapagos.
Ps Io la crociera tra le isole l’ho fatta con la barca “Queen of Galapagos” e se tornassi indietro la sceglierei di nuovo.